Le soft skills più richieste ai professionisti IT&Technology

Secondo il Report "The New Age of Tech Talent" di Experis, alla domanda sul perché avessero difficoltà a reperire ruoli tecnologici, il 34% dei Responsabili HR ha risposto che i candidati non avevano le giuste competenze tecniche, il 32% che non avevano la giusta esperienza e il 27% che non avevano le giuste soft skills (il rimanente 5% ha fornito altre motivazioni).
La ricerca cita anche che il 22% degli HR Manager ha molta difficoltà a trovare project manager IT, analisti di cybersecurity, sviluppatori software e specialisti di AI/machine learning, in linea con quanto emerso nell’analisi italiana semestrale Tech Cities

Le principali soft skills richieste per i ruoli tecnologici, secondo il parere del team recruiting di Experis (emerso durante l’evento Tutoredv), includono pensiero critico, creatività e originalità, ragionamento e risoluzione dei problemi (Decision Making), affidabilità e autodisciplina, resilienza e adattabilità.

Per i giovani professionisti che si affacciano al mondo del lavoro queste competenze diventano fondamentali per orientare la scelta di un datore di lavoro. A tal fine è consigliato intraprendere progetti e opportunità extra-formative che ne consentano il miglioramento arricchendo il proprio profilo.

Nel corso dell’evento Le professioni più ambite in campo Technology & Innovation: soft skills indispensabili e tips per superare il colloquio con successo sono stati approfonditi i principali aspetti di queste tematiche:

1. Pensiero Critico: capacità di analisi, creatività, curiosità, proattività
Lo scenario lavorativo odierno richiede una grande capacità di analizzare il contesto, interpretare le nuove situazioni che si affrontano giornalmente, prendere decisioni e rispondere in maniera proattiva ed efficace alle continue sfide lavorative.
All’interno di un colloquio di lavoro elementi quali la curiosità o la creatività possono emergere facilmente: o attraverso domande mirate da parte del recruiter o spontaneamente da parte del candidato con esempi concreti di esperienza vissuta.
Mostrare interesse verso le tematiche oggetto degli studi, raccontare episodi di approfondimento sulla vita professionale costituiscono delle buone prassi da utilizzare nei colloqui per mettere in risalto queste caratteristiche personali.

2. Attitudine positiva: collaborazione, pazienza, entusiasmo, resilienza
Nell’ambiente lavorativo ideale favorire un clima positivo è essenziale affinchè le persone si sentano a proprio agio, motivate e coinvolte.
Un contesto di questo tipo deve essere sicuramente favorito dall’organizzazione aziendale, ma si può realizzare solo se le persone che vi lavorano possiedono alcune competenze che rientrano in questa categoria, come ad esempio un atteggiamento positivo, pazienza ed entusiasmo: tutte componenti che possono emergere all’interno del colloquio tramite il linguaggio espresso dai candidati (verbale, paraverbale e non verbale) o indagine da parte del recruiter.

3. Etica del lavoro: Orientamento all’obiettivo, organizzazione, affidabilità, flessibilità
È importante per le aziende che le persone che appartengano alla propria organizzazione siano professionale e attente allo svolgimento del proprio ruolo.
Tutte le soft skills comprese in quest’area sono sempre valutate positivamente da ogni recruiter ed indagabili parametrandole a precedenti esperienze professionali o esperienze di vita extra lavorative: una carta sempre vincente consiste nel riuscire a farle emergere da esperienze concrete vissute nel quotidiano (un progetto universitario, l’organizzazione della propria giornata di studio, etc).

Vuoi saperne di più? Contatta l’autore Filippo Sicari, RecruITer, Experis

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