CIO 2026 Outlook: strategie, priorità e sfide per il futuro dell’IT
L'Experis 2026 CIO Outlook analizza priorità, sfide e strategie dei Chief Information Officer, con focus su AI, cybersecurity, competenze e allineamento tra IT e business.

Nel contesto di una trasformazione tecnologica in rapida evoluzione, il ruolo di Chief Innovation Officer consiste sempre di più nella capacità di tradurre gli investimenti, e in particolare quelli in intelligenza artificiale, in valore concreto per il business. Secondo l’Experis 2026 CIO Outlook, il punto critico non è più l’adozione delle tecnologie, ma la loro implementazione efficace nei processi e nei modelli operativi.
L’allineamento tra IT e le altre linee di business si afferma come priorità strategica: il 48% delle figure di leadership tecnologica lo identifica come il principale fattore di impatto sull’organizzazione. Tuttavia, questo obiettivo è ostacolato da una mancata comprensione dell’importanza che l’area riveste: il 61% delle/dei leader in ambito tech dichiara che le altre figure executive non comprendono pienamente il ruoloe le responsabilità del CIO, rendendo più complesso prendere decisioni condivise su priorità, investimenti e execution.
Parallelamente, gli investimenti in AI continuano a crescere e iniziano a produrre risultati: il 54% delle organizzazioni registra già un ritorno positivo. Nonostante ciò, molte iniziative si fermano nella fase di execution: il vero ostacolo non è la tecnologia in sé, ma la capacità di integrarla nei flussi di lavoro reali, adattare l’organizzazione e costruire modelli di governance efficaci.
Il ritmo dell’innovazione rappresenta infatti la principale criticità: il 44% delle/dei CIO indica la difficoltà di stare al passo con il cambiamento tecnologico come il primo ostacolo, seguita dalla necessità di dimostrare impatto sul business e gestire la complessità organizzativa.
Il tema della cybersecurity resta centrale: è tra le principali priorità di investimento per il 2026 insieme alla sovranità digitale, ma emerge una difficoltà nel tradurre le priorità strategiche in azioni concrete e risultati operativi. Solo il 72% delle organizzazioni ritiene adeguata la gestione del rischio e la formazione è in lieve calo, mentre il 67% prevede di aumentare l’uso di servizi IT offshore, aumentando la complessità nella gestione di dati e infrastrutture.
Sul fronte delle competenze, l’evoluzione dei ruoli IT è già in atto: più della metà delle organizzazioni sta integrando competenze di AI nei ruoli esistenti, mentre cresce la necessità di integrare competenze tecniche con visione e capacità di guidare le scelte aziendali. In questo scenario, il talent shortage e la difficoltà a valorizzare i talenti interni all’organizzazione rendono ancora più urgente ripensare modelli di sviluppo e formazione.
Il report evidenzia infine che le organizzazioni più avanzate si distinguono per la capacità di tradurre la strategia in azioni concrete: ad esempio, allineano in modo continuo IT e business definendo obiettivi comuni e metriche condivise; adottano processi strutturati per testare e scalare nuove tecnologie; investono nella formazione continua per aggiornare competenze tecniche e gestionali; e costruiscono team flessibili, combinando risorse interne e competenze esterne per accelerare l’implementazione dei progetti.
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