Green Computing e sostenibilità: quali professioni IT aiutano l’ambiente
Nel panorama digitale odierno, il Green Computing si sta affermando come un approccio essenziale per la sostenibilità aziendale. In questo articolo scopriremo cosa si intende con informatica verde e quali sono le tecnologie e le pratiche più eco-compatibili, per arrivare così alla fine a sapere quali professioni IT aiutano l’ambiente e quali potrebbero presto rientrare tra i green jobs più richiesti.

Come sappiamo, data center, server, dispositivi elettronici e software generano un’impronta di carbonio significativa e le imprese sono alla ricerca non solo di soluzioni per conciliare innovazione ed ecologia, ma anche di figure professionali capaci di supportare la transizione ecologica e di contribuire a rendere il settore tecnologico più responsabile, ridefinendo il luogo di lavoro e promuovendo nuove strategie che riflettono l’impegno verso un futuro più verde.
Negli ultimi anni, nei Paesi membri dell’Organizzazione per la Cooperazione e lo Sviluppo Economico (OCSE), tra cui l’Italia, il 20% della forza lavoro si sta già dimostrando impegnato in ruoli "green-driven". Si tratta di professioni con competenze Green IT essenziali per le aziende, che stanno incentivando l’adozione di tecnologie a basso impatto energetico, la riduzione di sprechi e inefficienze e, più in generale, l’individuazione di tutte quelle attività eco-friendly che possono accompagnare verso la neutralità climatica.
Prima di approfondire i ruoli green tech che stanno trasformando il settore, è fondamentale però che sia chiaro cos’è il Green Computing, quali sono i suoi obiettivi fondamentali e perché è considerato lo strumento migliore per raggiungere gli obiettivi di sostenibilità.
Cosa si intende per Green Computing e perché è importante?
Il Green Computing può essere meglio definito come “informatica sostenibile” o “informatica verde” e, come visto in precedenza, riguarda l’adozione di azioni volte a rendere il settore digitale più sostenibile. Questo approccio abbraccia infatti l’intero ciclo di vita di infrastrutture, computer, server e relativi sottosistemi, dalla progettazione e produzione, all’utilizzo e infine allo smaltimento.
Il fine principale del Green IT è di fatto ridurre l’impatto delle attività digitali, migliorando le performance dei sistemi e ottimizzando l’uso delle risorse. Ciò implica necessariamente l’utilizzo della domotica e di strategie per ridurre i consumi energetici, minimizzare i rifiuti elettronici (anche attraverso il ricondizionamento dei dispositivi), limitare le emissioni di carbonio e promuovere l’uso di fonti di energia rinnovabile e all’avanguardia.
Riassumendo, nell’ottica dell’economia circolare, i principali obiettivi dell’informatica sostenibile sono:
- Ottimizzazione energetica: implementare hardware e software efficienti per ridurre i consumi.
- Riduzione dei rifiuti elettronici: promuovere il riciclo, il riutilizzo e una corretta gestione dei dispositivi.
- Virtualizzazione e remotizzazione: utilizzare sistemi virtuali per diminuire l’uso di hardware fisici.
- Educazione alla sostenibilità: favorire la scelta di pratiche IT eco-compatibili.
Oltre a soddisfare le crescenti esigenze ambientali, il Green Computing si integra con i principi ESG (Environment, Social, Governance) promossi dall'Unione Europea, permettendo un allineamento con gli obiettivi aziendali e generando un impatto positivo sia sul piano economico che su quello reputazionale.
L’impegno per rendere il futuro dell’informatica più sostenibile, per una completa ed efficace riduzione dell'impatto della tecnologia, non è quindi solo un dovere ecologico, ma anche un’opportunità strategica, perché una migliore efficienza operativa limita i costi e riduce la pressione sull’ecosistema, rafforzando così la competitività sul mercato e la considerazione da parte dei consumatori. Inoltre, la ricerca di una maggiore sinergia tra innovazione e capitale umano può anche dar vita a un circolo virtuoso, all’interno del quale il Green Computing alimenta un business più equilibrato, che unisce rispetto per l’ambiente, sviluppo sostenibile e benessere sociale.
Tecnologie e pratiche sostenibili nell’Information Technology
Negli ultimi anni, le Big Tech sono state al centro di un aumento significativo delle emissioni di carbonio, principalmente a causa dell’espansione dei data center e della crescente domanda di energia derivante dallo sviluppo progressivo dell’AI.
Secondo l’Agenzia Internazionale dell’Energia (IEA), nel 2022 i data center sono stati responsabili di circa l’1-1,5% del consumo globale di elettricità, un dato che non include la recente impennata derivante dal boom dell'intelligenza artificiale, innescato dal lancio di ChatGPT e di altre applicazioni AI, che potrebbe incrementare le emissioni globali del prossimo futuro.
Questo scenario evidenzia l'urgenza di affrontare le sfide legate all’efficienza energetica e alla sostenibilità, soprattutto con l’espansione continua dei carichi computazionali e dei processi automatizzati da parte delle aziende tecnologiche che dominano l'informatica e la tecnologia a livello mondiale.
Il settore IT, riconoscendo la portata del proprio impatto ambientale, sta già integrando soluzioni green sempre più sofisticate per ridurre il proprio footprint ecologico. Ecco alcune delle tecnologie e pratiche più innovative:
- Data center green: i moderni data center non si limitano a ridurre il consumo energetico, ma adottano soluzioni avanzate per migliorarne l’efficienza. Tra queste, troviamo l’utilizzo di fonti di energia rinnovabile (come quella solare, eolica o idroelettrica), i sistemi di raffreddamento a liquido e le tecniche di free cooling, che minimizzano il bisogno di climatizzazione artificiale. Inoltre, l’adozione di architetture a microservizi, che suddivide le applicazioni complesse in moduli indipendenti, semplifica la gestione e ottimizza le risorse. Anche la virtualizzazione, d’altro canto, permette di massimizzare l’efficienza dei server fisici necessari, creando ambienti virtuali, cluster computazionali e Storage Area Network ideali per ottenere infrastrutture scalabili, resilienti, ad alta affidabilità e con un ridotto fabbisogno energetico.
- Cloud computing: l'approccio cloud consente la condivisione delle risorse su larga scala, riducendo la dipendenza da un hardware fisico. Tecnologie come la containerizzazione, che consente di impacchettare software, librerie e framework in ambienti portabili e isolati, e il serverless computing, che fornisce servizi backend su base "as-used", ottimizzano l'utilizzo delle risorse e abbattono i costi operativi legati ad esempio a spazi non utilizzati o a periodi di CPU inattiva. Inoltre, anche l'automazione e la gestione dinamica delle risorse in tempo reale contribuiscono a migliorare l'efficienza dei processi, riducendo ulteriormente il bisogno di infrastrutture fisiche tradizionali e minimizzando gli sprechi.
- Intelligenza artificiale: l’integrazione dell’AI sta rivoluzionando la gestione delle attrezzature e delle infrastrutture, soprattutto se applicata all’Information Technology (come ampiamente discusso durante il METS 2024). Algoritmi avanzati, come quelli impiegati nel predictive maintenance, monitorano in tempo reale lo stato delle apparecchiature, elaborando dati complessi attraverso modelli matematici per prevedere il tempo residuo prima di un guasto. Parallelamente, l’ottimizzazione dinamica delle risorse regola automaticamente il consumo energetico in base alle esigenze operative, evitando gli sprechi. Le applicazioni dell’intelligenza artificiale si estendono tuttavia anche alla gestione delle reti e all’allocazione dei carichi di lavoro, sfruttando il machine learning per migliorare le prestazioni.
- Economia circolare: la transizione verso un modello di economia circolare nell’IT non si limita alla progettazione di hardware modulari e facilmente aggiornabili, ma comprende anche pratiche di riciclo e riuso. Include pertanto una gestione ottimizzata del fine vita dei dispositivi, con strategie di rigenerazione e ammodernamento delle componenti per estenderne la durata operativa. L’adozione di soluzioni come il circular renting o il refurbishing è infatti essenziale per ridurre i rifiuti elettronici e promuovere un ciclo di vita prolungato delle tecnologie, con un impatto ambientale complessivo ridotto.

L’adozione di soluzioni green nel settore IT perfeziona l’efficienza operativa, stimola l’innovazione e apre necessariamente nuove prospettive professionali. È evidente quanto il Green Computing stia ridefinendo infatti il ruolo dell’Information Technology, creando una crescente domanda di competenze specialistiche. Quali professioni IT possono avere un impatto positivo sull’ambiente e possono affermarsi come protagoniste future nel mercato del lavoro? Scopriamolo insieme.
Quali sono le professioni legate al Green Computing?
Con l'espansione del Green Computing, stanno emergendo nuove figure professionali capaci di guidare la transizione ecologica e favorire la sostenibilità. Secondo il People-First Green Business Transformation, il report di ManpowerGroup, affrontare il cambiamento climatico richiede un’accelerazione nella trasformazione green delle aziende.
Questo scenario quindi non solo promuove una maggiore ricerca di soluzioni eco-friendly, ma apre anche nuove opportunità lavorative che non esistevano fino a qualche anno fa: entro il 2030, infatti, si prevede che la transizione verde genererà fino a 30 milioni di nuovi posti di lavoro in tutto il mondo (per conoscere le dieci posizioni green più cercate in Italia, secondo l’Osservatorio del Mercato del Lavoro Italiano stilato da Lightcast, clicca qui).
Invece, quali sono i green jobs più richiesti nel settore IT? Nel panorama lavorativo di oggi e, ancora di più, in quello del futuro, ci saranno Green Software Developer, Cloud Sustainability Specialist, Consulenti in Gestione dell’Energia, Digital Sustainability Manager e molte altre professioni, che indirizzeranno l’industria, sviluppando applicazioni e soluzioni software più efficienti e progettando e promuovendo infrastrutture informatiche capaci di ottimizzare le prestazioni, riducendo al contempo i consumi energetici.
Diventare ad esempio Digital Sustainability Manager, come abbiamo visto qui, rappresenta un'occasione importante per chi desidera contribuire all'innovazione sostenibile nel settore IT.
In un contesto in cui la sostenibilità è diventata un driver strategico per ottimizzare i processi e ottenere impatti rilevanti nel mondo, la formazione continua è fondamentale. Per questo motivo, Experis Academy ha progettato un Intensive Master con l’obiettivo di trasmettere competenze avanzate nella gestione della sostenibilità aziendale per gestire la transizione ecologica e digitale.
Il futuro del Green Computing: opportunità e sfide
L'industria globale dell'energia e delle utility sta vivendo una profonda evoluzione verso un futuro a basse emissioni di carbonio, un cambiamento che avrà impatti significativi anche sulle dinamiche professionali (scarica il Global Insights Energy Report 2024 di ManpowerGroup per saperne di più).
Il Green Computing è di fatto in costante crescita e sviluppo, spinto dalla necessità di ridurre l’impatto del settore tecnologico sul nostro ecosistema. Come evidenziato in precedenza, infatti, soluzioni come i data center green, il cloud computing, l'Intelligenza Artificiale e le iniziative orientate all'economia circolare stanno rapidamente diventando standard consolidati.
Le sfide da affrontare sono ancora molte e, di conseguenza, la domanda di green jobs continua a crescere rapidamente. Abbiamo visto quali professioni IT aiutano l’ambiente e come queste figure stiano diventando sempre più ricercate dalle aziende. In particolare, la conoscenza delle migliori tecnologie eco-compatibili, come nel caso di chi si occupa di management della sostenibilità, si sta rivelando davvero fondamentale.
Ecco perché le competenze sono sempre più importanti. Vuoi essere parte del cambiamento verso un futuro sostenibile? Scopri i percorsi formativi di Experis Academy che ti renderanno protagonista della trasformazione dell’informatica e del mondo digitale.