Cloud-First Strategy: perché le aziende stanno migrando verso un approccio cloud-native
Applicare una Cloud-First Strategy sta diventando negli ultimi anni una priorità per le organizzazioni che intendono affrontare con successo le sfide della trasformazione digitale, soprattutto dopo l’emergenza pandemica. Non si tratta più di un semplice trend tecnologico, ma di un cambiamento strutturale nel modo in cui le imprese programmano, sviluppano e gestiscono i propri servizi.

Negli ultimi anni, si è assistito a una profonda evoluzione: da un uso inizialmente limitato ad ambiti specifici, mentre altre realtà continuavano a ricorrere a soluzioni più tradizionali come data center in loco o documentazione cartacea, molte organizzazioni hanno infatti compiuto il passo decisivo, rendendo il cloud un elemento centrale.
In un mercato caratterizzato da forte competizione e cambiamento continuo, il Cloud First è passato pertanto da una semplice preferenza a una vera e propria filosofia, diventando la chiave per dar vita a un’infrastruttura più dinamica escalabile, grazie a un importante processo di digitalizzazione.
Ecco perché l’approccio cloud-native rappresenta potenzialmente un vero salto di qualità per migliorare la produttività, innovare e ottimizzare gli investimenti. Esso permette infatti di integrare servizi, applicazioni e dati in un ecosistema digitale interconnesso, creato per generare valore e accelerare lo sviluppo.
Questa strategia non è solo una scelta tecnologica, ma una vera e propria rivoluzione concettuale: ogni nuovo progetto viene quindi pensato prima per il cloud, mentre le soluzioni on-premises - ovvero i sistemi e le applicazioni installate e gestite direttamente nei server fisici aziendali - vengono considerate solo quando strettamente necessario. La Cloud-First Strategy introduce così un nuovo modello operativo, in cui il cloud diventa una risposta rapida alle crescenti esigenze di business e ai mutamenti del contesto esterno, sfruttando su larga scala le potenzialità di tecnologie emergenti come il Machine Learning, l’Intelligenza Artificiale e l’Internet of Things, che stanno trasformando radicalmente il panorama digitale.

Perché il cloud è diventato prioritario?
Secondo l’Osservatorio Cloud Transformation del Politecnico di Milano, nel 2024 il mercato italiano del cloud - definito come «vero abilitatore della trasformazione digitale» - ha continuato a crescere a doppia cifra, superando i 5 miliardi di euro di spesa complessiva.
In particolare, si evidenziano tre componenti chiave:
- Public & Hybrid Cloud: la categoria con la crescita più marcata, pari a 4,8 miliardi di euro (+30% rispetto al 2023).
- Virtual & Hosted Private Cloud: i servizi infrastrutturali forniti da terze parti, che hanno raggiunto i 1,139 miliardi di euro (+10%).
- Data Center Automation: la modernizzazione delle infrastrutture on-prem, per un totale di 817 milioni di euro (+9%).
Questi numeri confermano che la Cloud Transformation in Italia è una realtà concreta e ben avviata: la maggior parte delle grandi imprese ha già spostato almeno una porzione dei propri dati critici su piattaforme cloud, dimostrando una crescente fiducia non solo nelle capacità di supportare processi strategici, ma anche nell’implementazione di nuove modalità di lavoro. La possibilità di accedere da remoto a dati, strumenti e storage è diventata infatti oggi una scelta determinante per stare al passo con un mercato rivolto al progresso, in cui la velocità di esecuzione può essere decisiva.
È quindi evidente quanto l’approccio cloud-native sia ormai uno standard evolutivo per la gestione di applicazioni e infrastrutture: sfruttando architetture a microservizi, DevOps, scalabilità on demand e resilienza integrata, questo modello consente infatti una modernizzazione profonda del sistema informativo. Piattaforme come Amazon Web Services (AWS), rendono disponibili servizi avanzati in modo immediato, con un modello scalabile e senza i vincoli tradizionali, per ridurre il rischio aziendale, accelerare l’efficienza operativa e migliorare le prestazioni ESG verso un futuro più sostenibile e trasparente.
In quest'ottica, la logica cloud si integra perfettamente anche con i principi del Green Computing, promuovendo un utilizzo più responsabile delle risorse digitali, riducendo i consumi energetici e contribuendo agli obiettivi green delle imprese.
Alla luce di questa evoluzione, risulta sempre più chiaro quanto sia fondamentale impostare un approccio strutturato e orientato al futuro. Ed è proprio qui che entra in gioco la Cloud-First Strategy nel top management aziendale.
Perché adottare una Cloud-First Strategy?
Considerare il cloud come prima scelta naturale, non come semplice alternativa, è la base fondante di una Cloud-First Strategy. Non si tratta solo di ripensare il sistema IT: i benefici di questo nuovo paradigma si estendono all’intera organizzazione - a livello operativo, strategico e tecnologico - per mezzo di infrastrutture virtualizzate e software-defined.
Grazie all’accesso immediato alle risorse e alla modalità pay-per-use, le aziende possono lanciare nuovi servizi digitali in tempi rapidi, senza investimenti anticipati in hardware sulla base di ipotesi. Questo consente un’elasticità totale per adattarsi rapidamente a picchi di domanda o a cambiamenti del mercato: se un progetto ha successo, le risorse si scalano facilmente; se invece non si raggiungono i risultati sperati, esso può essere ridimensionato, il tutto senza impiatti economici significativi.
Nel concreto, una Cloud-First Strategy offre numerosi vantaggi strategici e operativi per le imprese. I principali includono:
- Aumento della velocità di innovazione;
- ottimizzazione dei costi;
- accesso facilitato a tecnologie avanzate;
- rafforzamento della sicurezza e della compliance;
- miglioramento dell'interoperabilità tra sistemi.
Tuttavia, per rendere davvero efficace una strategia Cloud-First, non basta spostare le applicazioni esistenti nel cloud: è necessario ripensare profondamente l'intera architettura IT. Dall’efficienza operativa alle automazioni, dare priorità al cloud computing rispetto alle infrastrutture self-hosted richiede una pianificazione accurata, indispensabile per garantire convenienza economica e prestazioni ottimali. La transizione, infatti, presenta delle criticità: presenza di tecnologie legacy, complesse dipendenze tra applicazioni, limiti tecnici e possibili carenze di competenze specialistiche necessarie per gestire efficacemente ambienti cloud evoluti.
Come evidenziano anche le best practice di TechTarget, è fondamentale costruire una roadmap strutturata che aiuti a:
- Individuare i workload più idonei per una migrazione graduale;
- verificare i requisiti di sicurezza e conformità normativa;
- monitorare costantemente le performance dei servizi;
- aggiornare la governance IT per mantenere il controllo e ottimizzare l’uso delle risorse cloud.
Considerando che la gestione e la manutenzione delle infrastrutture sono affidate ai provider cloud, le aziende hanno la possibilità di concentrarsi sulle attività strategiche e di valore aggiunto. Nonostante ciò, solo seguendo un approccio incrementale, è possibile costruire un ecosistema cloud realmente efficace.
Cloud-First vs Cloud-Only: quale approccio scegliere?
Dopo aver compreso i vantaggi di una strategia cloud-oriented, è importante chiarire una distinzione fondamentale: Cloud-First non significa necessariamente Cloud-Only:
- Cloud-First: valuta il cloud come opzione preferenziale per la gestione di dati, applicazioni e processi, pur mantenendo la possibilità di utilizzare soluzioni on-premises o ibride in casi specifici.
- Cloud-Only: mira a una completa migrazione egestione esclusiva nel cloud, senza mantenere infrastrutture locali o sistemi legacy.
La differenza principale risiede quindi nella flessibilità. Il Cloud-First consente di scegliere caso per caso e offre un approccio più equilibrato, particolarmente efficace per aziende che devono integrare nuove tecnologie senza abbandonare totalmente i propri sistemi esistenti, dando loro modo quindi di essere più agili, reattive e pronte a cogliere nuove opportunità di mercato. Il Cloud-Only è invece adatto a organizzazioni native digitali o a realtà prive di vincoli infrastrutturali complessi e impone l’adozione totale del cloud per ogni aspetto dell’IT aziendale.

Scegliere tra Cloud-First e Cloud-Only non significa adottare una posizione ideologica, ma valutare attentamente:
- La maturità digitale dell’organizzazione;
- i requisiti normativi di settore;
- le dipendenze tecnologiche esistenti;
- la capacità di gestire ambienti complessi e distribuiti.
Il modello Cloud-First consente alle aziende di mantenere un maggiore controllo sulle proprie scelte, riducendo il rischio di lock-in tecnologico e preservando la possibilità di mantenere o ripristinare soluzioni on-premises quando necessario. Al contrario, l’approccio Cloud-Only, più limitativo, può aumentare la dipendenza da un unico provider cloud e rendere più complessa una futura riallocazione dei carichi di lavoro.
Non esiste però una scelta valida per tutti: la decisione tra Cloud-First e Cloud-Only deve basarsi su un’attenta valutazione dei rischi, dei benefici e delle esigenze specifiche di ogni organizzazione.
Casi d’uso pratici: come la Cloud-First Strategy innova il settore sanitario
Le soluzioni cloud-native stanno trasformando in profondità diversi settori, dimostrando il valore concreto di un approccio Cloud-First.
Un esempio concreto è rappresentato da quanto sta facendo Experis in collaborazione con AWS, supportando le organizzazioni sanitarie e farmaceutiche nel percorso di trasformazione digitale.
Attraverso la migrazione sicura al cloud, l’implementazione di soluzioni di Intelligenza Artificiale e il rafforzamento dei processi di sicurezza e compliance, Experis aiuta il settore Healthcare & Life Sciences a migliorare l’efficienza operativa e a sviluppare nuovi modelli.

Come può aiutarti Experis
In un contesto in cui la Cloud-First Strategy rappresenta una leva competitiva fondamentale, Experis si propone come partner strategico per accompagnare le aziende in ogni fase della trasformazione cloud, ottimizzando la gestione dell'infrastruttura IT e aumentando la capacità di adattamento operativo.
Mettiamo a disposizione professionisti IT formati e certificati, capaci di guidare progetti complessi e abilitare l’adozione di tecnologie cloud avanzate. Inoltre, offriamo percorsi di upskilling e reskilling dedicati sia a talenti già presenti in azienda sia a nuove risorse selezionate per esigenze specifiche.
Con un approccio consulenziale orientato ai risultati, Experis aiuta le imprese a costruire sistemi più efficienti, resilienti e scalabili, pronti ad affrontare le sfide future. Scopri cosa possiamo fare per la tua azienda.
Adottare una Cloud-First Strategy non è quindi solo una scelta tecnologica, ma una decisione strategica per abilitare la trasformazione digitale. Con Experis al tuo fianco, progettazione evoluta, automazione dei processi e ottimizzazione dei costi diventano risultati concreti alla portata della tua organizzazione.