Cloud Architect: ruolo, competenze e certificazioni

La pandemia da Covid-19 ha accelerato un processo in atto già da diversi anni, una trasformazione che ha come caratteristica principale la “liquidità” del mondo del lavoro.

 Abbiamo assistito alla nascita di nuovi spazi, come i coworking, e nuove modalità di concepire il lavoro stesso, dai nomadi digitali all’avvento del remote working. Gli uffici, i team e i processi sono diventati sempre più liquidi e interconnessi e non è più una novità partecipare a riunioni online con colleghi che si trovano in altri paesi del continente e anche oltre. 

Uno scenario in continua trasformazione da cui emergono nuove esigenze, come quella di avere a disposizione server e database che siano ben organizzati ed efficienti, ovvero spazi di lavoro digitali facilmente accessibili e performanti. Basta un dato a comprendere la portata di questo nuovo assetto: il mercato Cloud ha registrato un aumento dei suoi guadagni per oltre 29.000 milioni di dollari a livello mondiale nel solo 2020. È interessante anche notare come per il settore industriale e produttivo la tecnologia cloud sia diventata il punto di riferimento per lo sviluppo di progetti IOT. 

Va da sé quindi che la figura del Cloud Architect sia fra le più ricercate in ambito IT e abbia conosciuto un aumento della domanda proprio in questi ultimi due anni, come risulta dallo studio Tech Cities – Edizione Febbraio 2022. Si tratta di un professionista in grado di coniugare un profilo tecnico, con competenze manageriali. Se da un lato infatti costruisce l’architettura del cloud tenendo presente esigenze e caratteristiche della realtà (aziendale o istituzionale) a cui è destinato, dall’altro monitora i risultati delle soluzioni che ha proposto e si occupa anche delle fasi gestionali. 

Un altro aspetto determinante ascrivibile a questa figura è senz’altro la capacità di seguire, sostenere e catalizzare il cambiamento culturale all’interno dell’azienda, in poche parole deve avere anche abilità di leadership. Non sono poche le resistenze che si incontrano al momento di affrontare un processo di digitalizzazione, in particolare per le piccole e medie imprese. 

Non è semplice, infatti, in un tempo relativamente breve, cambiare completamente i processi di lavoro e la gestione di documenti e informazioni, procedure che hanno alle spalle anni e anni di consolidata esperienza e che si trovano nelle condizioni di dover essere completamente trasferite da un contesto tradizionale a uno virtuale. 

Rispetto alle hard skills, le competenze su Azure e Aws sono quelle maggiormente spendibili sul mercato, mentre per l’evoluzione della figura professionale è essenziale l’aver sperimentato il maggior numero possibile di tecnologie differenti. Quella del Cloud Architect in effetti è spesso l’evoluzione di quelle figure IT che hanno iniziato in ambito sviluppo e front-end.

Inoltre, chi vuole specializzarsi in questa professione e anche le stesse aziende che puntano sulla crescita dei loro dipendenti, si rivolgono ai tre principali players del settore. Le certificazioni più richieste sono la Google Professional Cloud Architect, la IBM Cloud Computing Certification e l’Amazon Web Services. 

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