Lavoro: previsioni positive per il primo trimestre ‘22. IT protagonista della ripresa


Secondo la ricerca ManpowerGroup Employment Outlook Survey prosegue la tendenza positiva avviata a metà 2021. I datori di lavoro italiani prevedono assunzioni in crescita.
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La pandemia di Covid-19 ha avuto un forte impatto sulla vita di tutti. In due anni i cambiamenti sono stati enormi, con continui cambi di rotta, come insegna il Natale appena trascorso fra tamponi e contagi. Tuttavia i vaccini e le misure adottate dall’Italia, dall’Europa e da tutto il mondo per sostenere le economie nazionali e sovranazionali, hanno innescato una ripresa del mercato del lavoro.

Lavoro e ripresa

Una funzione cruciale, nelle prospettive di ripresa indicate per l'Italia dal PNRR (Piano Nazionale di Resilienza e Ripresa), ricade proprio sulla dinamica di incontro tra le domande e le offerte di lavoro.  In un contesto globale che presenta accelerazioni e criticità mai vissute, la consapevolezza che guida non può che essere orientata alla reciproca utilità di chi cerca e chi offre: il lavoro, in sintesi, è il primo motore di ogni possibile espansione, e lo slancio dei mesi estivi e autunnali lo dimostra.

Con l’eccezione di alcuni settori che ancora risentono dei cambiamenti repentini, come turismo, hotel e ristorazione (sono state stimate100 milioni di presenze in meno nel periodo natalizio), l’ondata epidemica in corso non sembra invertire la fase di espansione dei mercati che ha preso il via a metà 2021. 
Per chi è fermo questo è il momento giusto per riprendere, o cominciare, a cercare le posizioni di lavoro più richieste e adeguate. In modo simile, anche per le aziende è il momento opportuno per sviluppare visioni precise e pianificare le scelte future. Con prudenza, certo, ma senza esitare nella definizione di strategie e investimenti che a regime possono fare la differenza.

L'attesa indagine annuale MEOS (ManpowerGroup Employment Outlook Survey) sul mercato del lavoro, pubblicata lo scorso 14 dicembre, conferma che la tendenza positiva è solida e avviata. Oltre il 43% dei datori di lavoro italiani ha in previsione ricerche di personale e nuove assunzioni per il primo trimestre del 2022. 
L’offerta di occupazione, secondo l’indagine, vivrà una crescita del 28% (in base al parametro NEO Net Employment Outlook), con un incremento del 2% sull'ultimo trimestre 2021, e di ben 27 punti rispetto a un anno fa.
La crescita sarà diffusa su tutto il territorio, con i valori più alti nel nord Ovest e Nord Est del Paese (+30%), ma con dati corposi e incoraggianti anche per Centro (+27%), Sud e isole (+23%).

Fiducia nel futuro, dalle banche all’edilizia

Per la prima volta da marzo 2020, tutti i 40 Paesi presi in esame da MEOS riportano dati positivi, e anche le aziende italiane guardano al domani con fiducia.
In Italia l’aumento maggiore è previsto nei settori bancario, finanziario, assicurativo e immobiliare, con prospettive di occupazione a +43%. 
Alto anche il tasso di crescita nel settore delle costruzioni, dove si prevede un ritmo di assunzioni in salita del +28%, seguito dal settore manifatturiero (+27%). Aumenti di personale sono attesi anche per gli altri servizi, dove le prospettive di crescita sono del +25%. Nel quadro, c'è poi da chiedersi quanto le sofferenze causate dalla nuova ondata potranno frenare i settori dell’horeca e del commercio, vitali negli scorsi mesi di riapertura, e per i quali erano previsti incrementi elevati, del  +46 e del +35 percento, rispettivamente.

Information Technology, protagonista trasversale

C’è poi un protagonista, forse più silenzioso, certamente trasversale a tutti gli altri, che s’impone da decenni. È l’IT, il settore dell’Information and Communication Technology, che guida l’innovazione digitale, un drive di lungo termine, moltiplicando la domanda di figure professionali qualificate. 
Lo sta facendo in tutti i comparti, dalle Telecomunicazioni ai nuovi Media, dall’high-tech alla medicina, dall’aeronautica all'automotive, dall’industria specialistica e di precisione fino alla manifattura di lusso. Facendo riferimento a tutti questi settori, si calcola che la richiesta di professionisti con skill digitali aumenterà nel primo trimestre ‘22 del +50%.L’IT non smette di crescere, non ha smesso neppure nei mesi più duri della pandemia di Covid-19. Mentre alcune industrie hanno dovuto fermare l'attività, l’IT ha continuato a produrre cambiamenti e adattamenti, spesso da dietro le quinte, necessari e vitali per molti altri settori. Basta pensare al commercio online e alla logistica, che hanno potuto proporre nuove modalità di organizzazione e di gestione dei business e delle attività. È sempre l’ICT che ha sviluppato e messo a disposizione le piattaforme per il lavoro a distanza, lo smart working, e per la dad, salvando la didattica scolastica e la formazione, e producendo software, strumenti e modelli di lavoro subito adottati con successo da aziende e industrie.

Non è casuale che buona parte dei fondi garantiti all’Italia dall'Unione Europea sono destinati alla digitalizzazione. Le fortune del Paese dipendono dal suo progresso tecnologico che riguarda la società intera, la sua amministrazione e le sue infrastrutture informatiche e di TLC. L’urgenza interessa anche le imprese private, soprattutto le PMI, che spesso (una su tre) non possiedono all’interno le skill e le competenze informatiche e tecnologiche utili a implementare le loro strategie di digitisation, di trasformazione digitale.

I profili più ‘caldi’ dell’ICT

A conferma di tutto ciò, l'indagine Meos fornisce indicazioni sui profili più richiesti in ambito digitale. Prevedibilmente, i settori interconnessi di IT, Telecomunicazioni, Comunicazione e New Media riportano ampie prospettive di crescita.
Anche i dati numerici raccolti da Meos confermano la centralità dell’asset IT, con previsioni di aumento occupazionale per il primo trimestre ‘22 pari al +36%. 

L’IT non smette di assorbire forza lavoro qualificata: ma quali sono i profili più ricercati?  
Secondo gli insight di Experis, dalle aziende giunge tuttora un'importante richiesta di IT Specialist, figure trasversali che hanno un background sistemistico, ma che sanno in ugual modo “mettere le mani” sulla parte di sviluppo.
Oltre agli IT specialist, e più nello specifico, ecco i tre profili più richiesti in ambito IT: al primo posto ci sono gli sviluppatori in Java, seguiti dai Data Specialist (Data Analyst / Data Architech/Big Data Developer), e quindi dagli sviluppatori Cloud (Developer e Architecht). 
Molto richieste in ambito di telecomunicazioni anche le figure di esperti in networking, indispensabili per lavorare su progetti ‘mobile’, oggi proiettati sulla rete 5g.

Digitalizzazione della Pubblica Amministrazione

In tendenza crescente troviamo anche tutti i profili coinvolti nella Digitalizzazione Pubblica, che il PNNR intende accelerare al massimo.

Program Manager e PMO (Program Management Office) Analyst, quindi, che 
gestiranno il cambiamento. Gli Architect di dati e di sistemi e tutti gli specialisti di specifiche tecnologie, che implementeranno le soluzioni. 
Ancora tutte le figure che gestiranno i servizi: System e Database Administrator, esperti di SOC (Security Operations Center), NOC (Network Operations Center), e sviluppatori di piattaforme web-based.

La ricerca di candidati esperti in Cyber sicurezza e di sviluppatori di embedded software con conoscenza di C e C++, in effetti, risulta già oggi assidua, ed è trasversale a tutti i settori di attività, in modo simile a quanto succede con i sistemisti esperti in Linux.

Sul fronte di chi cerca occupazione, è bene ricordare che in uno scenario che evolve costantemente, si generano rapidamente nuovi ruoli e nuove figure che vale la pena di tenere d'occhio per il futuro più prossimo dell’informatica:  l’intelligenza artificiale e il machine learning, ad esempio; l’Internet delle cose, e più in generale tutto il Process Automation; ancora il Fintech, l’innovazione tecnologico finanziaria.

Gli esperti ICT chiedono Smart Working

Un tema di tendenza generale che emerge sia dagli insight di Experis che dall’indagine MEOS è quello dello smart working
I datori di lavoro italiani prevedono che la quota maggiore di attività in presenza sarà nelle vendite, nel front office e nel customer care. Viceversa le aree professionali in cui si prevedono quote rilevanti di smart working sono quelle dell’Amministrazione, delle Risorse Umane, e il settore del Finance & Accounting.

Il settore IT mostra di essere all'avanguardia anche in materia di smart working.
I candidati che si propongono
, soprattutto chi ha appena terminato la formazione scolastica e specialistica e cerca la prima occupazione (in crescita nell’ICT, ndr), è sempre più propenso a chiedere posizioni di lavoro a distanza, e prende in maggiore considerazione proprio le soluzioni “full remote"

È un comprensibile segno dei tempi: lo smart working diventa una leva alla candidatura perché consente di prendere  in considerazione ruoli che possono essere svolti a distanza, come lo sviluppo di software e di sistemi, l’analisi Seo e Sem, e così via. Certo, l’arena di competizione tra candidati è più ampia, ma d’altro canto aumentano le probabilità di trovare offerte adatte e gradite. 
Vale anche per le imprese: la transizione verso lo smart working permette a chi offre lavoro di ampliare il bacino geografico di ricerca dei talenti necessari.

Che sia ibrido o totale, il ricorso allo smart working si sta affermando anche in Italia, tuttavia, nonostante il trascorso degli ultimi due anni, capita che le aziende guardino con timore all’attività da remoto.
Senza dubbio si tratta di un tema ‘culturale’: i vantaggi del lavoro a distanza, in termini di risparmio aziendale e di aumento della produttività, sono innegabili e dimostrati nei numeri. E se è vero che ‘sfondare’ le pareti degli uffici espone a rischi nuovi per la tutela della riservatezza delle attività, è altrettanto evidente che ciò porterà ad elevare gli standard di sicurezza informatica e di protezione dei dati, generando adeguate professionalità, ovunque si trovino a lavorare.

Il mercato IT del lavoro è vivo e vegeto, in fase espansiva, e punta con decisione a investire sul valore delle persone e sulle loro competenze.

Upskilling e Reskilling

Il valore e lo scrupolo che Experis ripone nella ricerca e nella selezione verticale, diventano punti di forza della sua capacità di consulenza, intesa a favorire l’incontro fra domanda e offerta di lavoro. Come afferma Stefano Scabbio, presidente Sud Europa di ManpowerGroup: “Occorre investire su una formazione professionale di cui si possano misurare i risultati. Stabilire percorsi sul breve e lungo termine basati sull’utilizzo di studi predittivi specifici e, infine, puntare all’integrazione tra soggetti pubblici e privati. Per questo dobbiamo continuare a supportare la trasformazione delle competenze attraverso l’upskilling e il reskilling”.
In tale prospettiva, mirando al perfezionamento di skill, al progredire e alla riqualificazione, l’ambiente online può offrire modelli e opportunità innovative e preziose.

Moltiplicare talento e skill, per liberare il potenziale 

Viviamo molta della nostra giornata online, lavorando, facendo acquisti, vendendo prodotti e servizi. Lo sanno bene (e lo fanno) anche i recruiter, specialmente quelli IT, che sono sempre alla ricerca di personale che sappia facilitare la collaborazione online, l’engagement di altri utenti così come la cura adeguata dei dati e delle informazioni fornite dai clienti.  Poiché ci siamo, online, vale la pena di trovare metodi e strumenti adatti a evidenziare e suggerire talenti e competenze a chi li sta cercando e ha interesse a valorizzarli. 
Di certo può aiutare una disamina personale, attenta e onesta, dei curricula e delle competenze possedute, per verificare con convinzione che tali competenze, che sono il proprio potenziale di crescita professionale, siano all’altezza delle aspirazioni lavorative e della carriera che si vuole intraprendere, o se invece abbiano bisogno di essere migliorate e accresciute.
A questo punto, ci vuole anche un tool online, funzionale e affidabile per entrambi i soggetti interessati, chi cerca e chi offre lavoro.

 

Un acceleratore di carriere 

Partendo dalla sua lunga esperienza di ricerca e selezione per l’IT e il Digital, Experis ha messo a punto una piattaforma intelligente, che aiuta i professionisti ICT a potenziare online le competenze, per proporsi a nuove opportunità di carriera.

Experis Career Accelerator, supportata da algoritmi di intelligenza artificiale, si concentra sui “20 Profili ICT più richiesti” e sui loro percorsi di carriera: combinando un database con 30,000 differenti skill e più di 10,000 posizioni lavorative a livello mondiale, aiuta i talenti ICT ad identificare le proprie skill e a colmare gli skills gap, disegnando un percorso di crescita professionale basato sulla formazione.
Attraverso una rete globale di partner altamente qualificati  in ambito formativo, tra cui IBM, Microsoft e Cisco, Experis Career Accelerator consente agli utenti di costruire il proprio percorso di carriera sfruttando le indicazioni di un algoritmo che individua le competenze mancanti o da evolvere, suggerendo un percorso formativo online gratuito.
Una volta registrati in piattaforma, un consulente Experis prende contatto con il professionista ICT proponendo le migliori opportunità di lavoro.
in questo modo, da un lato Experis Career Accelerator contribuisce alla crescita della qualità, quantità e brand awareness dei talenti, e dall’altro, fornisce una soluzione semplice di accesso a professionisti ICT per colmare i bisogni delle aziende.

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