Baby Boomers, Personal Branding e Social Media: un trinomio inedito per un fenomeno in crescita

Sezione: Trend e innovazione
Data di pubblicazione:

La prima grande sfida che i baby boomers hanno dovuto affrontare più recentemente è stata quella di approcciare il concetto di personal branding, di rivalutazione e promozione delle proprie caratteristiche distintive in funzione della percezione esterna: che poi non è molto lontana dal concetto di “reputazione” a loro più familiare. La presa di coscienza di un contesto in rapida evoluzione, dove nuove competenze soft, rinnovati modelli di lavoro, rivoluzione digitale, un mercato sempre più esigente e competitivo ha messo a dura prova status quo e certezze consolidate, ha spinto un’intera generazione ad affrontare con realismo la reinterpretazione della carriera e del proprio futuro professionale. E infatti, i baby boomers si sono trovati a confrontarsi e subito a competere prima con l’avvento della tecnologia in azienda, poi con la concorrenza di colleghi o aspiranti tali più giovani, freschi e innovativi (oggi nativi digitali) e nell’era contemporanea con la globalizzazione del mercato del lavoro, che rende esponenzialmente possibile ogni interazione con team di lavoro virtuali, dove la competizione si gioca su un campo senza confini. Poi è arrivato l’abbinamento del personal branding all’utilizzo dei Social Networks, canale privilegiato proprio per la costruzione e lo sviluppo del proprio brand, che garantisce una copertura ed una presenza globale. A quel punto anche i più scettici e restii hanno dovuto pensare ad una strategia legata alla presenza e all’utilizzo dei social media per promuovere e veicolare il proprio personal brand per restare attrattivi e competitivi sul mercato. Per chi ha appena intrapreso questo percorso, ecco qualche piccolo spunto per creare il proprio personal brand utilizzando i social media:

1. Scegliere il Social Network più appropriato: ce ne sono tanti e sarebbe dispersivo e inutile essere presenti su tutti. Meglio scegliere, quindi, quello che risponde meglio alle proprie necessità e e inclinazioni. Si può anche decidere di utilizzarne più di uno, l’importante è che non risulti troppo dispendioso farlo. Il numero uno dei network professionali ad oggi resta LinkedIn, ma per chi vuole investire in altri social i più gettonati sono google+ e twitter.

2. Creare un profilo: il brand professionale è la propria foto, è importante sceglierne una adeguata, riconoscibile (non ritoccata) e che contestualizzata in un ambiente neutro o lavorativo. Di primaria importanza è raccontate gli ultimi 10-15 anni della propria storia lavorativa, in modo essenziale, ma mettendo in risalto le proprie competenze ed abilità messe in campo nello svolgimento di attività di successo.

3. Creare una rete di connessioni personali: si comincia con il riallacciare relazioni con vecchi colleghi che hanno avuto un ruolo importante nella propria corriera o con i quali si sono consolidate delle esperienze professionali di valore. Il linguaggio della rete aiuta a superare l’iniziale imbarazzo! Il secondo passo consiste nel contattare le persone che fanno parte del proprio ambiente lavorativo: colleghi, clienti e fornitori. Fondamentale è la personalizzazione del messaggio di invito.

4. Partecipare alla vita della rete: iscriversi a gruppi di discussione e portare il proprio contributo di esperienza e conoscenza e commentare i post di altri. La rete va frequentata con costanza e continuità: non cedere ad accessi di presenzialismo o di assenteismo. Sviluppare il proprio capitale sociale di relazione, incontrare persone nuove che possano contribuire alla crescita e al proprio arricchimento professionale.

5. Affermare il proprio Personal Brand: l’attività costante e i contenuti di valore, condurranno nel percorso di affermazione del proprio brand. Come si interagisce, cosa si condivide e quanto la rete dirà di te, delle tue competenze e capacità costituiranno i tratti del tuo personal brand.

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