L’innovazione parte dagli spazi di lavoro

Sezione: Trend e innovazione
Data di pubblicazione:

La tecnologia sul posto di lavoro non è una distrazione, anzi. Lavorare in un ambiente altamente tecnologico può essere la strategia migliore per massimizzare la produttività. “La tecnologia porterà ad una nuova rivoluzione nel mondo del lavoro” ha commentato, dall’ultimo forum di Davos, Jonas Prising, CEO di ManpowerGroup. Ne sono convinte anche altri grandi aziende come Oracle e Google che hanno iniziato a realizzare uffici “a misura di dipendente” con servizi altamente tecnologici come workstation incorporate in tapis roulant o badge sociometrici.
Le nuove tecnologie stanno quindi ridisegnando il layout degli spazi di lavoro, a supporto di una comunicazione e collaborazione più efficace tra colleghi e delle nuove esigenze di work-life balance delle persone.  Certo, i bisogni sono diversi per ogni azienda e, progettare gli spazi di lavoro, può voler dire anche ridisegnare tutti i processi di lavoro. Spazi aperti e postazioni di lavoro autonome, aree di co-working favoriscono il coinvolgimento del singolo e del team, massimizzano il potenziale e le competenze e generano idee e soluzioni innovative. Un esempio concreto è quello dalla società norvegese di telecomunicazioni Telenor che già 12 anni fa ha ridisegnato i propri uffici togliendo le postazioni fisse preferendole a spazi facilmente riconfigurabili a seconda dei progetti da seguire e del team con cui collaborare.
In questo processo diventano quindi fondamentali anche le attrezzature, gli arredi, le scrivanie, le sedute o le pareti divisorie. Nell’agenzia Heldergoren di Amsterdam appena concluso l’orario di lavoro, le scrivanie, i tavoli, i computer “spariscono” e l’ufficio si trasforma in uno studio yoga, un posto, dove imparare nuovi passi di danza o esercitarsi. Tutto questo, a detta del direttore creativo Sander Veenendaal: “Per rendere più facile il lavoro all’interno dell’agenzia e avere chiaro qual è il tempo da dedicare al relax”. Spazi minuziosamente disegnati e progettati hanno quindi l’obiettivo di favorire la contaminazione e la collaborazione all’interno, ma anche con tutte le altre persone che interagiscono con l’azienda stessa: collaboratori, clienti e fornitori. A Mountain View ne sono più che convinti e Google, attraverso il suo programma “Food”, ha lavorato e continua a lavorare alla definizione del design di tutte le “Cafeterias” delle proprie sedi sparse nel mondo. L’intento è quello di creare attorno ai pasti un luogo fertile per l’incontro delle persone.  Ma il macro obiettivo di “big G” è quello di estendere il programma e di contribuire al benessere alimentare di tutti.
Dalla scrivania perfetta alle grandi sfide per l’umanità. Il passo è breve.
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